L’importanza di saper accogliere: professionalità e amore per l’ospitalità

Quando parliamo di “accoglienza”, ci riferiamo innanzitutto ad un ideale di accettazione, di ascolto e di comprensione. Il concetto di accoglienza rivela tuttavia dei significati più profondi: accogliere qualcuno equivale infatti a saper mettere a proprio agio chi ti sta davanti, ad accorciare le distanze ponendosi in un atteggiamento empatico e accogliente creando in tal modo una relazione fraterna.

ASCOLTO

L’accoglienza è guidata dalla logica dell’ascolto, un atteggiamento consapevole e di comprensione fondamentale per l’ottenimento della fiducia dei propri interlocutori. Ascoltando gli altri con attenzione, sensibilità e intelligenza si possono comprendere gli aspetti più profondi della comunicazione oltre alla possibilità di ricavare informazioni utili al miglioramento della relazione.

DIALOGO E CONDIVISIONE

Per potersi mettere in una posizione di apertura al dialogo è necessaria la propensione all’empatia e alla volontà di condivisione di un punto di mediazione. Dialogare significa riflettere e condividere il proprio convincimento con quello degli altri, esternare la propria opinione confrontandola con quella altrui col fine di avvicinarsi e appunto di condividere insieme un comune beneficio.

 L’ACCOGLIENZA RELIGIOSA

Saper accogliere non è da tutti: aprire i propri confini, condividere esperienze e sviluppare relazioni, implica d’altra parte un grande sforzo che richiede passione e professionalità.

L’attività degli Ordini religiosi, per loro natura e tradizione, è conforme al principio di accoglienza e di condivisione fraterna: fin dal Medioevo religiosi e uomini del ceto clericale hanno concretizzato forme di protezione e di cura nei confronti di pellegrini e viandanti. Il servizio alla comunità si configura quindi come una vera e propria missione, un’apertura al mondo esterno in favore della condivisione e della comprensione.

L’accoglienza religiosa si distingue innanzitutto per la propria professionalità:  i soggetti degli Ordini religiosi si identificano infatti per la capacità professionale di orientarsi verso gli altri costruendo nuovi modelli di convivenza. Oltre all’adesione delle normative vigenti, la loro professionalità si esplica con la definizione di modalità di accoglienza che si adattano alle esigenze e alle necessità degli ospiti congiuntamente a quelle dei soggetti ospitanti.

Le antiche origini del servizio di accoglienza religioso ci consentono di comprendere come nel tempo si sono sviluppati i bisogni delle persone con la conseguente evoluzione delle modalità adottate per rispondere alle diverse esigenze.

Altro tratto distintivo dell’accoglienza degli Ordini religiosi è la passione e la sensibilità dimostrata nel servizio per il prossimo: ciò che conta realmente per l’ospitalità religiosa è la qualità e lo spirito passionale con cui si accoglie, un atteggiamento che richiede disponibilità, generosità e capacità di amare gli atri.

Soggiornare o semplicemente essere ospitati in strutture di Ordini religiosi diventa quindi un’esperienza di incontro, dialogo e arricchimento personale, un’opportunità attraverso la quale l’ospite può sentirsi in un contesto familiare seppur lontano da casa propria.

I valori e la bellezza dell’accoglienza religiosa
Perché gli ospiti, specialmente i gruppi, scelgono le case per ferie?

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