Viaggiare con le emozioni: il turismo esperienziale

La riscoperta di viaggiare anche con la mente

Negli ultimi anni si sta sviluppando, in Italia e nel mondo, una tipologia di vacanza molto più profonda rispetto all’idea che abbiamo sempre avuto dei viaggi: il turismo esperienziale.

Il turismo esperienziale si fonda sull’idea di vivere un’esperienza unica e irripetibile durante un viaggio, dove la destinazione in sé passa in secondo piano; è il tipo di turismo che si contrappone al turismo di massa, durante il quale non si entra in contatto veramente con il luogo visitato. Lo scopo del turismo esperienziale è infatti quello di interagire con la popolazione locale, gli usi e i costumi della zona che si visita e lasciare che il viaggiatore lasci emergere le sue emozioni, affinché possa vivere il viaggio e non più semplicemente fare un viaggio.

Nonostante esistano diversi modi di vivere il turismo esperienziale, hanno tutti delle caratteristiche in comune, che possiamo riassumere in:

  • Il turista fortifica un legame stretto con il territorio e con gli usi e i costumi dello stesso (questo può avvenire per esempio scegliendo anziché un albergo, un’abitazione tipica di quell’area)
  • Lo scopo del viaggio non è arrivare a destinazione, ma lasciare che le attività che scegliamo di intraprendere durante il viaggio ci emozionino (molto gradite sono le degustazioni eno-gastronomiche)
  • Il contatto con la gente del posto, scegliendo per esempio di consumare un pasto casalingo nelle case di persone del luogo che accettano di ospitarli.

Il pellegrinaggio come viaggio esperienziale

Nell’ambito del turismo religioso uno degli esempi di turismo esperienziale più apprezzato è sicuramente il pellegrinaggio. Il pellegrino parte per un viaggio spirituale, dove non è importante la meta in sé, ma come il suo viaggio lo porti ad incontrare Dio, ad instaurare un legame che va oltre il semplice luogo fisico.

Inoltre, i pellegrinaggi portano molto spesso ad essere a stretto contatto con la gente che vive lungo il cammino intrapreso e quindi per il pellegrino il contatto con le persone contribuisce a costruire il suo bagaglio di ricordi ed esperienze.

Non possiamo infine non menzionare che per definizione un pellegrino vive di semplicità, che molto spesso lo porta a chiedere ospitalità a case per ferie, monasteri o conventi che sono delle vere e proprie opere d’arte, ricche di storia e cultura (se vuoi sapere quali sono clicca qui).

Il pellegrinaggio è quindi pressoché impossibile da effettuare senza essere a stretto contatto con arte, cultura, storia, contatti umani, spiritualità e soprattutto emozioni, caratteristiche che lo portano ad essere il viaggio esperienziale per eccellenza.

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